Il Santuario e il Miracolo
Il miracolo
del Sangue prezioso
Nella domenica di Pasqua dell’anno 1171 – era il 28 marzo – mentre il parroco e priore, don Pietro da Verona, insieme ad altri tre canonici celebrava la Messa Solenne alla presenza della comunità tutta, nel momento in cui spezzò l’Ostia consacrata, tutti gli astanti videro un fiotto di sangue sprizzare dall’Ostia, così abbondante da colpire fin la volta sovrastante l’altare.
La notizia del miracolo si diffuse immediatamente.
Accorse Amato, vescovo di Ferrara, accorse Gherardo, arcivescovo di Ravenna.
Furono interrogati i molti testimoni oculari e si verificarono i segni lasciati dal miracolo; la veridicità del fatto venne riconosciuta e l’arcivescovo di Ravenna concesse indulgenze a tutti i devoti visitatori della piccola chiesa sul guado.
per approfondire
Questo miracolo avvenne in un tempo di grandi fermenti sociali, economici e religiosi: nel XII secolo, nei borghi e nelle città, la costituzione feudale diventò comunale e grazie ad essa i cittadini acquisirono diritti civili e politici.
Si combatterono le crociate e fiorì la vita monastica.
Si ricostruirono le chiese distrutte dalle incursioni dei barbari e di nuove ne sorsero nelle quali la pittura e la scultura furono biblia pauperum e insegnarono alla popolazione illetterata le storie bibliche e dei santi.
Si sviluppò quella filosofia scolastica che vide il suo culmine in S. Tommaso d’Aquino.
Ma contemporaneamente si diffondevano in tutta Europa idee ereticali, prima quelle di Berengario di Tours che, all’inizio del 1000, negava la presenza reale del Cristo nell’Eucarestia. Poi quelle dei catari che – provenienti dalla Bulgaria – ma diffusi in tutta Europa (si chiamarono albigesi, patari, pauliciani… a seconda della varie zone) e in tutti gli strati della popolazione. Rigettavano alcuni dogmi, i sacramenti e l’istituzione della chiesa, giudicata corrotta e immorale, e mettevano in discussione la celebrazione della Messa.
Condannati dai Concili Lateranensi II e III, le loro idee si erano tuttavia diffuse anche a Ferrara e avevano scosso la fede del popolo nell’Eucarestia.
In questo clima si comprende bene l’importanza e la risonanza che ebbe il miracolo eucaristico di S. Maria del Vado che veniva ad attestare, sia la presenza reale del Cristo nell’Ostia consacrata, sia che la Messa era effettivamente il memoriale del Santo Sacrificio pasquale del Cristo.
Negli anni successivi, secondo le cronache cittadine, la pietà popolare continuò a ricordare con venerazione il miracolo e ad affollare la piccola chiesa che portava i segni del sangue, e che pure cominciava a mostrare segni di un profondo degrado strutturale.
Orari di apertura
della Basilica
Feriale:
8.30-12.30
15.30-19.00
Festivo:
9.00-12.30
Orari
dell Ss. Messe
Feriale
18.00
Festivo
11.00 e 19.15
